L’unico dettaglio tradizionale è il nome: F2012, una numerazione classica e fortunata, introdotta nel 2001 e abbandonata negli ultimi tre anni (che non sono finiti così bene). Il resto, in questa Ferrari, è rivoluzione: il muso alto, lo scalino sulla carrozzeria, le sospensioni anteriori e posteriori, le pance, le fiancate, il retrotreno, il cambio. «È creativa», sorride ottimista Fernando Alonso. «Ci sono tante idee dentro», gli fa eco Felipe Massa. «Brutta ma molto innovativa», sintetizza il presidente Luca Montezemolo.
Anche il programma della presentazione è stato stravolto rispetto alla tradizione. Annullati causa maltempo i trecento inviti alla stampa internazionale, la cerimonia è stata diffusa via internet (5 milioni le pagine consultate): 12 minuti di diretta all inclusive, compresi le dichiarazioni dei protagonisti e lo svelamento della Rossa, più 5 minuti di videomessaggio di Montezemolo, bloccato a casa dalle condizioni meteo. «È un buon auspicio - ha detto il presidente -. Enzo Ferrari nacque a Modena il 18 febbraio, ma a seguito di una fortissima nevicata fu iscritto all'anagrafe due giorni più tardi». Nessuna intervista, zero fronzoli e poche parole di circostanza. Oggi la F2012 sarà caricata su un tir e trasportata a Jerez de la Frontera, nel Sud della Spagna, al riparo dai rigori dell’inverno. Martedì debutterà in pista assieme alle altre squadre: per i primi due giorni la guiderà Massa, poi il testimone passerà ad Alonso. Sarà il primo confronto, l’equivalente del calcio estivo: qualcuno arriverà in forma, altri tireranno fuori il meglio più avanti (la Ferrari, per esempio, comincia con le ali del 2011).
La rivoluzione è un rischio, però i risultati delle ultime stagioni non lasciavano alternative: la politica dei ritocchi, degli affinamenti, dei restyling non avrebbe consentito di recuperare i 6-8 decimi di ritardo dalla Red Bull (e i 2-3 dalla McLaren). La direzione tecnica tolta ad Aldo Costa e affidata a Pat Fry ha portato a una svolta nel progetto e ieri ha scatenato sul web la corsa al paragone più originale. Il bestiario è vasto: c’è chi nel frontale della F2012 ha visto un coccodrillo, chi un ornitorinco, una papera o, restando nel campo motoristico, una Multipla o un trattore. Il muso e lo scalino all’altezza delle ruote anteriori fanno colpiscono e fanno discutere: la Force India (presentata ieri) ha usato una soluzione simile, la McLaren no, la Red Bull la vedremo lunedì, la Mercedes il 21 febbraio. A parte il fatto che la Force India non ha ben chiare alcune semplici regole del marketing (il suo lancio in contemporanea con la Ferrari passerà probabilmente in secondo piano anche a Delhi), sarà il cronometro a giudicare. L’obiettivo di Fry e dei suoi ingegneri è quello di far passare tanta aria sotto la vettura. «Eravamo inferiori nelle prestazioni aerodinamiche perché finora siamo stati troppo conservatori - spiega il progettista Nicholas Tombazis -. Così abbiamo deciso di seguire un approccio molto più aggressivo». Le valutazioni estetiche non disturbano l’ingegnere: «Una monoposto è bella se va veloce»